Da pochissimo il nostro premier Giuseppe Conte ha annunciato la chiusura di tutte le attività con misure più stringenti rispetto a quelle adottate qualche giorno fa.

L’Oms ha dichiarato la pandemia, vuol dire che Covid 19 è un problema mondiale, giunto in tutta la Terra e raggiungendo un numero di contagiati altamente preoccupante.  Solo oggi, 11 marzo 2020, le vittime del coronavirus in Italia sono state 196, portando il totale a 827. La cifra del contagio è salita a 12.462 così, dopo cena, il presidente del consiglio ha annunciato le nuove misure per fronteggiare la serissima situazione: “Chiudiamo tutte le attività non essenziali”.

A chiedere un intervento ancora più incisivo i governatori della Lombardia e del Veneto, le regioni da cui sono partiti i primi focolai, dalle loro parole -“Così non reggiamo”- la richiesta di una stretta che blocchi il contagio prima che, come sostenuto anche da tanti lavoratori, scatti l’allarme più temuto, quello sulla tenuta del sistema sanitario.

E così, nella conferenza stampa delle ore 21.40 e trasmessa in diretta Facebook, il premier Conte ha parlato alla nostra nazione spiegando: “Oggi siamo consapevoli che in un paese grande e complesso come il nostro bisogna procedere gradualmente, perché tutti possano predisporsi ad accettare i cambiamenti richiesti. Ora è il momento di accettare il passo in più. Non è necessario fare una corsa per acquistare cibo subito. Ora disponiamo la chiusura di tutti i negozi di vendita al dettaglio. Chiudiamo negozi, bar, pub, parrucchieri, centri estetici, le mense che non garantiscono il metro di sicurezza. Vanno agevolate le ferie, congedi retribuiti, nelle aziende sono chiusi i reparti non indispensabili per la produzione”.

Industrie e fabbriche potranno continuare a svolgere la produzione a condizione che garantiscano condizioni di sicurezza per i lavoratori”.

Ha precisato il Premier: “Resta ovviamente garantito lo svolgimento dei servizi pubblici essenziali, quindi i trasporti pubblici, i servizi bancari, postali, finanziari, assicurativi e tutte le attività per il corretto funzionamento di questi settori”.

Ed in arrivo c’è anche la nomina di un commissario: per potenziare la risposta delle strutture ospedaliere all’emergenza sanitaria. Sarà un commissario che avrà ampio potere di deroga e lavorerà soprattutto per la produzione e la distribuzione di attrezzature per terapia intensiva e sub intensiva. Sarà Domenico Arcuri, che si coordinerà con Borrelli”, ha spiegato Conte.

“Un grazie a tutti voi che state rispettando le misure per contrastare il virusla stragrande maggioranza dei cittadini ha risposto in modo straordinario. State cambiando le vostre abitudini e stili di vita, non è facile, ma state offrendo un contributo prezioso al paese. L’Italia sta dando prova di essere una grande comunità. Tutto il mondo ci guarda e ci apprezza perché stiamo dando prova di rigore e resistenza. Domani ci guarderanno ancora e ci prenderanno come esempio positivo, perché riusciremo a vincere questa battaglia. Siamo i primi a essere stati colpiti in Europa dal coronavirus, ma anche i primi a rispondere con forza. Questa sfida riguarda la salute dei cittadini, mette a dura prova il nostro sistema sanitario nazionale, ma mette anche a dura prova la nostra economia. Nelle scelte che ho fin qui assunto ho tenuto conto di tutti gli interessi. Ho fatto un patto con la mia coscienza, e al primo posto ci sarà sempre la salute dei cittadini”. 

“Rimaniamo più distanti oggi per riabbraccarci domani. Fermiamoci oggi per correre più veloci domani”

“Dobbiamo limitare gli spostamenti. E’ importante essere consapevoli che l’effetto di questo grande sforzo potremo vederlo nelle prossime settimane. Dovremo attendere un paio di settimane, ha concluso Conte.

Il Premier ha anche detto che i risultati positivi delle rinunce di tutti noi non saranno immediati ma si vedranno presto.

La decisione del governo arriva mentre i numeri di oggi sono 196 morti, quindi un totale di 827. Le persone contagiate dal Covid-19 sono salite a 12.461, di cui 10.590 ancora malati. Solo 41 le persone guarite nell’ultimo bilancio, che sale così a 1.054.

Il grave problema del nostro sistema sanitario, uno dei migliori al mondo, è la possibilità di accogliere pazienti della terapia intensiva perché i posti disponibili sono complessivamente 5.090, considerato che adesso, solo in Lombardia sono 560 i ricoverati in terapia intensiva per il Covid-19, secondo i dati del sito del Ministero della Sanità.

#iostoacasa

By | 2020-03-11T22:33:25+00:00 Marzo 11th, 2020|Notizie|

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