«Per chi crede, ricordo che la Madonna di Medjugorje ha invitato a giudicare le persone non da quello che dicono ma dallo sguardo, e lo sguardo di Conte è lo sguardo di una persona che ha paura, che non ha la coscienza pulita e che scappa». Parola di Matteo Salvini, ospite della trasmissione Porta a Porta  qualche giorno fa il quale, ad un Bruno Vespa che lo intervistava su MES e tutto ciò che in Parlamento sarebbe stato firmato a sua insaputa (misteri… della fede!), rispondeva brandendo la solita arma, non il Rosario, non il Vangelo o la Costituzione, ma l’arte di far con la comunicazione politica di tutto un po’. Il mescolare le carte in tavola tra populismo ed emozionalismo, quando  si tratta di comunicare un messaggio agli elettori, è strategia ben nota e condivisa in ogni schieramento: una moda rilanciata tanto dal berlusconismo telecratico o dal renzismo al tempo dei social quanto dal parlare di pancia di stampo grillino o meloniano e così via. Ma oggi Salvini afferma che la Madonna gli ha suggerito che Conte sia un bugiardo e allora non ci resta che ridere o piangere…

Nella nuova propaganda surrealista del politico leghista, se un giovane arrestato dalla polizia muore in seguito a maltrattamenti e percosse,  si dice: «La droga fa male»; se una vittima scampata agli orrori del nazifascismo si fa promotrice della cultura del rispetto – lottando contro l’odio e pagandone le conseguenze fino a renderle necessaria una scorta -, minimizzando e banalizzando Matteo Salvini risponde: «anch’io sono stato minacciato come la Senatrice Liliana Segre». Inventore del trasformismo semantico, mangiando Nutella sui social e baciando religiosamente come il crocifisso perfino una forma di parmigiano (succedeva domenica scorsa durante un suo comizio in via Farini, nella città di Parma), il segretario della Lega  se ne va in giro a trasformare le verità in sillogismi logici soltanto a lui e poi li comunica, a danno dei seguaci, nell’era della post-verità che rende difficile scindere, distinguere, criticare, ponderare, soppesare, insomma: discernere intorno alle situazioni.
Infatti,  mentre al livello istituzionale si discutono le modifiche da apportare al Meccanismo Europeo di Stabilità istituito nel 2012, Salvini parla di cose di Cielo e Terra, ma senza averne cognizione di causa.
Così la Ferrero si difende dalle accuse di poca italianità della Nutella che Matteo ha lanciate via social, ammettendo quanto dalle etichette del prodotto si sapeva già: parte delle nocciole utilizzate nella produzione della crema spalmabile più amata dagli italiani proviene effettivamente dalla Turchia perché – spiega l’azienda – in questo momento la produzione di nocciole italiana non è sufficiente a coprire il fabbisogno della materia prima necessaria per produrre la crema e ciò crea allo stabilimento la necessità di ricorrere anche alle nocciole turche quando le italiane non bastano, mentre  si aspetta che il Progetto Noccioleti Italiani che la Ferrero ha finanziato dia letteralmente i suoi frutti, ossia che le nocciole crescano sugli alberi che ha piantato a proprie spese in molte aree agricole del Paese, specie al Sud, per favorirne la produzione.
Dunque, salvo colpi di scena dell’ultimo minuto riguardanti anche l’italianità del parmigiano, mentre dal palco predicava dal suo vangelo che prima vengono l’Italia e i prodotti italiani, Salvini, il parmigiano baciava, il Milan, contro il Parma segnava (Matteo domenica è andato anche allo Stadio Tardini per seguire la partita). Ma non potendo – noi, che siamo comuni mortali e menti raziocinanti – sapere se davvero il leader del Carroccio abbia ricevuto o meno, dall’alto dei cieli, rivelazioni sull’attuale capo del Governo,  non disponendo neppure della possibilità di interpellare la Vergine Maria, la diretta interessata, per chiedere delle delucidazioni, ci limitiamo a fare il nostro mestiere di giornalisti, consistente nella verifica delle dichiarazioni di tutti.

Che siano realmente messaggi di natura soprannaturale o no quelli ricevuti a Medjugorje (non vogliamo entrare nel merito della questione dei veggenti bosniaci, ai quali almeno la Chiesa ufficiale, finora, non ha affermato di credere), abbiamo letto con attenzione il messaggio che lo scorso 2 dicembre la Regina della Pace avrebbe dettato e abbiamo dedotto che anche stavolta Salvini l’abbia sparata grossa. Infatti, il testo di Medjugorje dice: «In mezzo a coloro che amano mio Figlio e che si amano reciprocamente per mezzo del Suo amore, le parole non sono necessarie, basta lo sguardo per sentire le parole non dette, non pronunciate e i sentimenti non espressi. Là dove regna l’amore, il tempo non si calcola più». Parole alle quali ci si può anche accostare come riflettere: che sia cristiana o buddista, musulmana od induista, la spiritualità è un sentimento intimo, delicato, e va rispettato e difeso da qualunque forma di comunicazione fantasmagorica o bugiarda come da qualunque strumentalizzazione politica.  Ma nel secolo della post verità, dove  quel «penso dunque sono» viene soppiantato da un acritico «io ci credo, dunque è vero», in cui baciare un simbolo religioso equivale a baciare una forma di formaggio (l’uno e l’altro sono ugualmente autentici per chi ci crede…) un leghista parla e riparla di politica tirandovi dentro un po’ di tutto a danno di cattolici e non credenti, cavalcando l’onda del non sense e facendo proselitismo o propaganda a destra e a manca, soprattutto laddove manca, al più debole socialmente e culturalmente, uno strumento che consenta di interpretare e di comprendere la realtà. Ecco allora che Salvini s’attacca al Crocifisso e al parmigiano, alla Costituzione come al Vangelo, ma declinando i principi costituzionali e i fondamenti religiosi secondo la propria ottica e cercando di far presa sul “non-senso comune”.
Perciò a ridosso del Natale vogliamo ricordare che giurare sul Vangelo è come giurare sulla testimonianza della vita donata al prossimo e santificata di un palestinese (gli animi cattolici non si turbino per questa definizione) come Gesù: un extra comunitario che oggi Salvini vedrebbe bene fuori dal Paese (quanto all’epoca fu disprezzato dai conterranei perché emigrato a Nazareth, in Israele), uno di quelli che, nascendo in questo secolo, avrebbe documenti attestanti una nazionalità per la quale lo etichetterebbero come terrorista.
Allo stesso tempo, ricordiamo che la Costituzione sancisce la promozione umana, sociale e culturale e il rispetto di ogni individuo a prescindere dalla propria condizione, quindi anche il rispetto della verità e del diritto a non essere abbindolati dalla comunicazione propagandistico-surrealista, vicina al desiderio d’accalappiare voti e consensi, lontana dall’aspirazione a realizzare il bene comune, di tutti. Allora, in questo momento in cui, secondo il CENSIS, l’odio e il razzismo aumentano di pari passo alle altre paure sociali, tra crisi economica, idee e programmi politici poco definiti e chiari, per dar risalto ai propri messaggi, Salvini si è inventato di attribuirli  alla Madonna. Il parlare “alla pancia”  che ci ha assuefatti, intorpiditi, ci ha scatenati sempre contro qualcosa o qualcuno, è stato superato preparando il terreno a ciò che ne è derivato. Dunque, in attesa che che la Tv trasmetta una nuova puntata della serie di Salvini nell’era della post verità, precisiamo che in questi giorni si sta parlando del MES perché i paesi europei, trovando un accordo preliminare sulle modifiche da apportare lo scorso giugno, fra qualche giorno lo ratificheranno per l’entrata in vigore. Ma Lega e Fratelli d’Italia, in vista della scadenza di dicembre, hanno accusato Conte di non aver rispettato le indicazioni dell’allora Lega-M5s, che prima dell’estate avrebbe chiesto di non dare il via libera alle modifiche e di aggiornare il Parlamento sulla trattativa. Tale richiesta però non risulta dagli atti del Parlamento, sarebbe dunque sparita come per magia: secondo la Lega il Governo avrebbe  dunque disatteso le sue indicazioni. Ecco perché Salvini insiste sulla presunta condotta insincera di Conte, ma il guaio è che a suggerirglielo sarebbe stata la Madonna: lo ha detto su RAI 1, tentando di instillare il dubbio, la paura e la diffidenzai verso l’avversario politico nel cuore di almeno quegli italiani che non possono, per diverse ragioni, capire  o confrontare le parole di Salvini con quelle pronunciate dalla presunta Madre di Cristo: un simbolo di pace ed amore universale per antonomasia e – l’islam lo insegna – perfino interreligioso.

…e Buon Natale (ahi noi!)

By | 2019-12-18T14:23:34+00:00 Dicembre 7th, 2019|Attualità|

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