Questa mattina una mia cara amica mi ha inviato un messaggio WhatsApp con le parole del Dalai Lama ” la vita è tutta una questione di equilibrio, non sempre è necessario fare qualcosa, a volte è necessario spegnere tutto,  rilassarsi e non fare nulla “.  Sono  parole che riflettono il momento storico che stiamo vivendo.

In questo periodo così difficile ciascuno di noi è chiamato a fare il proprio dovere. Mentre le Borse Finanziarie  crollano, l’Europa è latitante e non trova regole e strumenti comuni per contrastare il Corona virus, mentre  chi è chiamato a lavorare in prima linea opera senza sosta con spirito di sacrificio ed abnegazione inimmaginabili, anche a noi  semplici   cittadini viene chiesto di fare la nostra parte. Ci viene chiesto di riesumare il valore civico rispettando le norme restrittive imposte dal nostro Governo, ci viene chiesto di  riscoprire l’orgoglio di essere italiani, la volontà di preservare e custodire questa nostra meravigliosa patria ricca di bellezza e madre di un popolo capace anche di autodisciplina. Gente capace  di fermarsi con maturata consapevolezza.

Il Governo ci chiede di stare lontani per evitare contagi, di stare al sicuro nelle nostre case.

In fondo è poca cosa di fronte al sacrificio che è stato chiesto ai nostri nonni. È stato chiesto loro di andare in guerra, di soffrire la fame, i disagi, la sopraffazione e la violenza.

A noi  viene chiesto di dare una mano standocene tra le nostre quattro mura con la famiglia o in solitudine,  con tanto tempo per pensare e per restare connessi con noi stessi. Ci si chiede di fermarci perché tutti ci siamo accorti che in questo villaggio globale, dove la comunicazione è capillare e viene trasportata dai massmedia in tempo reale, anche il male si diffonde in tempi rapidissimi. Questa volta il male si chiama Corona  virus, Covid 19, infezione, polmonite, terapia intensiva, carenza di strutture, distanza sociale….

Nella vita frenetica di tutti giorni quanti di noi si sono spesso lamentati della mancanza di tempo? La fretta è diventata la nostra modalità di vita, il desiderio di ottenere tutto e subito, mentre la  voglia  di tenersi occupati il più possibile  ha spesso  solo riempito  un vuoto interiore.

La fretta sperpera le nostre energie,  ci impedisce di riflettere, di metterci in contatto con nostro io. Ci impedisce di convogliare l’attenzione sulla  qualità delle cose, sulle finalità dei nostri comportamenti, sul valore della vita, sulla  ricchezza e le sfumature  dei suoi significati.

In questi giorni difficili possiamo iniziare la giornata alzandoci  con calma, senza precipitarci giù dal letto,  mettendoci in moto in moto gradualmente,  prestando attenzione al nostro corpo per poi fare  colazione con calma. Il  pranzo diventa un rito cui dedicare attenzione e cura (metteremo sicuramente su qualche chilo, ma chi  se ne importa, alla dieta penseremo poi!).  Riscopriamo  la creatività,  la lettura, la rilettura dei classici, quelli che abbiamo letto da giovani ed erano sempre lì sullo scaffale in attesa che noi trovassimo  il tempo….. Fortunatamente viviamo in un mondo connesso perché i nostri  amici ci sono vicini, ci chiamano, ci mandano messaggi WhatsApp di ogni tipo: foto, filmati, massime, barzellette. Ci fanno ridere, ci fanno sentire il loro affetto, la loro vicinanza. Proprio in un momento in cui dobbiamo stare lontani, tutti noi sentiamo il bisogno di sentirci vicini, stretti l’uno all’altro in un abbraccio virtuale che riscopre i valori veri della specie umana.Ogni essere umano  deve sapere che l’altro c’è e l’immagine dell’altro, dell’amico, del compagno, del  figlio, del  genitore si rispecchia nella nostra anima.

Gli Italiani lo hanno capito, lo si vede dal loro sguardo. Quegli occhi che, in fila al supermercato o davanti alle farmacie, a distanza di sicurezza, ti sorridono. La bocca che non si vede, nascosta dalla mascherina, tace. Ma lo sguardo della gente ti accarezza, ti parla e si connette con te con una potenza ed una complicità sconosciuta ai mass media. Abbiamo riscoperto quella qualità dominante, unica e specifica dell’essere umano.

 

Maria Verde

By | 2020-03-14T18:46:41+00:00 Marzo 14th, 2020|Attualità|

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