Un tempo difficile per la storia del Paese, un tempo che, come non mai, ha unito gli italiani con forza, coraggio e creatività.
Tra iniziative artistiche e culturali per innalzare il morale alle persone rimaste a casa come da indicazioni e quelle economiche che hanno permesso di innalzare ospedali da campo, organizzare strutture sanitarie per fronteggiare l’emergenza e garantire al contempo le cure e l’assistenza sanitaria alle persone colpite da altre patologie, facciamo un rapido viaggio sul territorio alla scoperta delle diverse realtà.
Da Nord a Sud le ASL  stanno potenziando i servizi. In provincia di Roma, ad esempio, la ASL Roma 6 ha implementato il servizio dell’infermiere di Famiglia e Comunità pensato prima di tutto per le persone sole ed anziane: il sito web dell’azienda sanitaria ha in più arricchito le pagine che forniscono informazioni sui  servizi del territorio interessato  rivolgendosi a tutte le fasce della popolazione. Ciò in accordo con i singoli Comuni, per i quali, al livello nazionale  il Governo Conte  ha  stanziato in queste ore 4,3  miliardi; 400 milioni di euro in aiuti  che arriveranno  direttamente alle famiglie per fare la spesa. In concreto questo si traduce in forme di sostegno per quanti hanno perduto o interrotto l’attività  lavorativa e per coloro i quali un lavoro regolare non l’hanno  mai avuto o per i quali  la permanenza forzata in casa impedisce di raggiungere e svolgere il proprio lavoro anche se fosse in nero.
Alle immagini preoccupanti delle sommosse davanti ai supermercati di Palermo si uniscono quelle dei panierini lasciati tra i vicoli di Napoli per donare o prendere prodotti alimentari.
Hanno inoltre commosso le scene di disperazione viste a Bari, dove in molti non hanno più i soldi per comprare la farina, la pasta, che hanno messo in moto la solidarietà fatta di piccoli gesti, quando un passante ha regalato 50 euro ad un padre di famiglia in difficoltà.
L’Italia riesce ad affrontare con coraggio e quel sorriso utile a scongiurare un pericolo fatto di fame e povertà cogliendolo e colmandolo sul fatto o,  addirittura, anticipandolo, attraverso le donazioni libere agli enti caritatevoli e le raccolte di fondi  on line. Tra tanti gesti di generosità e supporto ricordiamo i circa 4,5 milioni di euro raggiunti dal cantante Fedez e sua moglie Chiara Ferragni, per il San Raffaele di Milano e per costruire un ospedale da campo, e la maratona on line “L’Italia s’è desta”  promossa da vari artisti ed intellettuali  riuniti che hanno devoluto il ricavato dell’iniziativa alla Protezione Civile. E poi, quale migliore antidoto per esorcizzare la paura gli italiani hanno affilato le loro armi migliori: l’ironia e la musica dai balconi. Come nell’Italia post bellica, l’inno nazionale con la sua effervescente vivacità è risuonato in tutte le case, anche se a scatenare la guerra, questa volta, non sono state le armi ma un nemico invisibile e insidioso che mina la salute ma non le speranze di questo  popolo fraternamente in lotta ed orgoglioso di sentirsi unito e di appartenere alla nazione  in rosso, bianco e verde.
Certamente,  a proposito di guerre, ma quelle vere, il Papa ribadisce l’appello  del’ONU per la cessazione dei vari conflitti sparsi per il pianeta, chiedendo ai capi delle nazioni belligeranti  di mettere da parte le ragioni politiche e di concentrarsi sull’emergenza sanitaria che interessa anche i loro paesi. Ma, restando nei nostri confini nazionali,  anche la chiesa è presente in molti modi e forme e schierata contro il famigerato coronavirus combattendo vecchie e nuove forme di povertà, a cominciare dalle cospicue donazioni per allestire nuovi reparti di terapia intensiva e donare dispositivi medici (si stimano circa 6 milioni) per finire con le  collette alimentari che permettono alle persone indigenti di fare la spesa nei supermercati o coi servizi della Caritas che distribuisce  aiuti  porta a porta con l’ausilio della protezione civile.
In molte zone  sono stati istituiti i buoni spesa di 25 euro del progetto “adotta una famiglia”, che rivolge uno sguardo particolare a quanti non possono restare a casa, semplicemente perché non hanno una casa, e vengono ospitati generalmente nei dormitori e nelle mense attivate dai volontari, senza dimenticare le famiglie che restano a casa ma non hanno di che sfamarsì e non possono attingere agli aiuti di stato promossi in questi giorni.
Per quanti non potessero uscire di casa,  la spesa e medicinali vengono consegnati a domicilio attraverso le prenotazioni ai numeri verdi comunali o chiamando direttamente i supermercati che spontaneamente hanno aderito all’iniziativa per eliminare le code e consentire a tutti di restare a casa.
 Il  medico di base, tra gli eroi di questa storia nazionale come i colleghi, gli infermieri e tutto il personale negli ospedali,  è anche la persona più prossima per chiedere informazioni per il servizio di sostegno psicologico attivato gratuitamente in molte ASL.
In un paese che lotta,  a vincere più di tutti è nonna Lina di Genova, guerriera di 102 anni  che ha vinto la sua guerra contro il coronavirus guarendo completamente. Malgrado una novantacinquenne in una casa di riposo nel leccese sia morta lasciando molti contagiati e positivi fra degenti e personale,  i bimbi continuano a nascere,  malgrado a pagare il prezzo più alto dell’emergenza siano le persone che vivono in luoghi sovraffollati, come le carceri e le residenze assistite per anziani.
Ma da un capo all’altro della penisola le maniche sono rimboccate, il morale tenuto alto, il portafoglio quanto più possibile aperto. Il popolo italiano si sta impegnando a rispettare l’isolamento anche se è poco abituato al rigore della disciplina cinese e non sempre riesce a trarre da Wuhan un esempio virtuoso da seguire. Due mesi e mezzo di isolamento sono serviti ai cinesi per tirarsi fuori dall’emergenza: segno  che volere è  potere e che le misure di distanziamento sociale funzionano davvero, a dispetto delle lamentele di una parte degli abitanti del Belpaese che, certo non a torto, rimpiangono ormai passeggiate e gite fuori porta.
Ma  in queste giornate non troppo serene nelle quali la primavera è arrivata, combattendo insieme per scongiurare il pericolo del contagio, ognuno di noi metta in campo ogni misura preventiva, la nostra arma di difesa, anche con una attenzione ulteriore. Su questa linea si procede alla chiusura, alla sanificazione e poi alla riapertura tempestiva  di qualsiasi  ambiente pubblico o di particolare affluenza -tra i servizi essenziali – non appena venga accertata la presenza di casi di positività al coronavirus: l’Italia  nel far ciò,  è stata la nazione, con nostro orgoglio, più veloce al mondo.  Infatti, le stesse misure igienico-sanitarie per gli ospedali sono state prese per gli esercizi commerciali rimasti aperti (farmacie e supermercati) su tutto il territorio nazionale.
Va ricordato comunque che, rispettando le distanza di sicurezza di almeno un metro tra le persone, il rischio di contagio viene scongiurato, soprattutto se si utilizzano guanti e mascherine usa e getta, sapendo che, anche in assenza dei dispositivi di protezione, secondo gli esperti, la carica virale del virus si dimezza nel giro di 4 ore (quando non è più sufficiente per contagiare, anche se lo respirassimo: ma occorre prudenza, diligenza, e stare distanti dagli altri) per poi successivamente svanire del tutto dalle superfici per non essere più  pericolosa, ad esempio, qualora sopravvivesse  per un po’ sulle confezioni dei cibi o sulla frutta che tocchiamo: in questo caso il famigerato virus non ci infetterà perché è completamente innocuo sulla pelle, salvo che non portiamo le mani sporche ad occhi, naso e bocca.

Ciò che turba, non possiamo nasconderlo, è l’ansia o la sofferenza di chi ha perso i propri cari, è il disagio psicologico che viviamo in questo trauma collettivo che è la pandemia. Perciò è importante mettersi  in gioco con  le migliori risorse della nostra umanità: l’aiuto reciproco, la pazienza, la responsabilità individuale e quel coraggio da super eroi in pigiama e pantofole che sanno come, restando seduti sul divano di casa, riusciranno a salvare il mondo dal contagio.

Giuseppina Brandonisio

By | 2020-04-19T18:09:17+00:00 Marzo 30th, 2020|Attualità|

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