Un sorriso da una vetrina

In questa strana estate, tra fantasmi col volto coperto dalla mascherina e dagli occhi arrossati e sfiancati dal caldo, mi aggiravo un po’ annoiata e un po’ meditabonda tra le vetrine di un piccolo centro commerciale del mio paese. Pochi negozi, poca gente…. chi ha il coraggio di mescolarsi alla folla di questi tempi? D’un tratto, come calamitata, mi sono bloccata davanti ad una libreria, colpita da un volto espressivo ed ammiccante. Ferzan Ozpetek era lì…. dieci, quindici, venti volte sulla copertina del suo ultimo libro.

Testa rasata, fronte alta, occhi di brace, naso importante su un sorrisetto malizioso dal quale spuntano due incisivi un po’ sporgenti. La giacca scura che delinea spalle possenti, la mano appoggiata al mento e uno sfondo nero danno completezza alla foto. Un bel ritratto sia sul piano tecnico che su quello espressivo! Senza pensarci due volte sono entrata, mi sono diretta al tavolo delle novità, non ho nemmeno dato uno sguardo alla sinossi, e l’ho comperato.

Così ho dato una svolta a quella giornata uggiosa. Ed ai giorni successivi. Sapevo di andare a colpo sicuro perché ho letto gli altri due romanzi di Ozpetek ed inoltre lo apprezzo molto come regista e sceneggiatore. Poi mi è simpatico, ha un volto affabile, seducente ed un sorriso ed uno sguardo sinceri. “Come un respiro”, è il titolo del libro, mi ha conquistata dalla prima pagina. La narrazione ci trasporta da una sonnolenta Roma dei giorni nostri (senza Covid… e non guasta dimenticarcelo un pochino), ad una fatata, libera e sorprendente Istanbul degli anni Sessanta in un incessante avanti e indietro nel tempo con continui colpi di scena che lasciano a bocca aperta. È giugno in un appartamento a Testaccio e il consueto pranzo domenicale di tre coppie di amici rompe la sua routine con l’arrivo di una donna tanto misteriosa quanto affascinante.

“Difficile stabilire il colpevole quando si comincia a intravvedere il grigio che si insinua tra il bianco e il nero. Perché anche nella colpa può esserci il riscatto”. Sono le parole di una delle protagoniste che fa riemergere un passato oscuro e sconsiderato capace di scalfire la vita apparentemente tranquilla delle tre coppie. Scopriamo, assieme ai protagonisti del romanzo, che le persone, i fatti, le convinzioni di ciascuno non sono mai come sembrano e che nella vita, anche la più semplice e apparentemente scontata, verità sconcertanti e sordide bugie possono albergare e conseguentemente cambiare il corso degli eventi. “Busserò alla tua porta.

Potremo parlare, ma non è indispensabile. Anche solo un abbraccio potrebbe bastarci, se il tempo, come spero, avrà sanato ogni ferita”. Sono ancora le parole di uno dei personaggi, ma applicabili alla vita di molti di noi. Una lettura scorrevole e montata come una sceneggiatura che ci fa “vedere” i personaggi disegnati dal talento del regista oltre che dalle parole dello scrittore. Lascio a chi vorrà leggere questo appassionante romanzo la curiosità, il gusto della sorpresa, la scoperta graduale dell’evolversi della storia e il piacere di materializzare nella propria mente i personaggi con le loro personalità semplici o complesse così sapientemente tratteggiate da Ozpetek. Buona lettura!

Mariella Verde

In questa strana estate, tra fantasmi col volto coperto dalla mascherina e dagli occhi arrossati e sfiancati dal caldo, mi aggiravo un po’ annoiata e un po’ meditabonda tra le vetrine di un piccolo centro commerciale del mio paese. Pochi negozi, poca gente…. chi ha il coraggio di mescolarsi alla folla di questi tempi? D’un tratto, come calamitata, mi sono bloccata davanti ad una libreria, colpita da un volto espressivo ed ammiccante. Ferzan Ozpetek era lì…. dieci, quindici, venti volte sulla copertina del suo ultimo libro.

Testa rasata, fronte alta, occhi di brace, naso importante su un sorrisetto malizioso dal quale spuntano due incisivi un po’ sporgenti. La giacca scura che delinea spalle possenti, la mano appoggiata al mento e uno sfondo nero danno completezza alla foto. Un bel ritratto sia sul piano tecnico che su quello espressivo! Senza pensarci due volte sono entrata, mi sono diretta al tavolo delle novità, non ho nemmeno dato uno sguardo alla sinossi, e l’ho comperato.

Così ho dato una svolta a quella giornata uggiosa. Ed ai giorni successivi. Sapevo di andare a colpo sicuro perché ho letto gli altri due romanzi di Ozpetek ed inoltre lo apprezzo molto come regista e sceneggiatore. Poi mi è simpatico, ha un volto affabile, seducente ed un sorriso ed uno sguardo sinceri. “Come un respiro”, è il titolo del libro, mi ha conquistata dalla prima pagina. La narrazione ci trasporta da una sonnolenta Roma dei giorni nostri (senza Covid… e non guasta dimenticarcelo un pochino), ad una fatata, libera e sorprendente Istanbul degli anni Sessanta in un incessante avanti e indietro nel tempo con continui colpi di scena che lasciano a bocca aperta. È giugno in un appartamento a Testaccio e il consueto pranzo domenicale di tre coppie di amici rompe la sua routine con l’arrivo di una donna tanto misteriosa quanto affascinante.

“Difficile stabilire il colpevole quando si comincia a intravvedere il grigio che si insinua tra il bianco e il nero. Perché anche nella colpa può esserci il riscatto”. Sono le parole di una delle protagoniste che fa riemergere un passato oscuro e sconsiderato capace di scalfire la vita apparentemente tranquilla delle tre coppie. Scopriamo, assieme ai protagonisti del romanzo, che le persone, i fatti, le convinzioni di ciascuno non sono mai come sembrano e che nella vita, anche la più semplice e apparentemente scontata, verità sconcertanti e sordide bugie possono albergare e conseguentemente cambiare il corso degli eventi. “Busserò alla tua porta.

Potremo parlare, ma non è indispensabile. Anche solo un abbraccio potrebbe bastarci, se il tempo, come spero, avrà sanato ogni ferita”. Sono ancora le parole di uno dei personaggi, ma applicabili alla vita di molti di noi. Una lettura scorrevole e montata come una sceneggiatura che ci fa “vedere” i personaggi disegnati dal talento del regista oltre che dalle parole dello scrittore. Lascio a chi vorrà leggere questo appassionante romanzo la curiosità, il gusto della sorpresa, la scoperta graduale dell’evolversi della storia e il piacere di materializzare nella propria mente i personaggi con le loro personalità semplici o complesse così sapientemente tratteggiate da Ozpetek. Buona lettura!

Mariella Verde