Mentre ci prepariamo ad accogliere la settimana della moda milanese (dal 18 al 24 febbraio), il pensiero è ancora rivolto alla settima della moda romana conclusasi con successo il 26 gennaio. Sono tante le emozioni e le sfaccettature scaturite dal mio stato d’animo di spettatrice, per la prima volta, di una sfilata di moda, di un evento così importante come Alta Roma. Fiera ed orgogliosa, con il mio pass al collo di collaboratrice del nostro Giornale Monolite Magazine, semplice in giacca e camicia, ecco che faccio il mio ingresso all’ex caserma Guido Reni, scelta come location per Altaroma, la cui scritta illuminata già troneggia all’entrata.

Prima della sfilata entriamo nello spezio dedicato a “show case” dove l’occhio cade subito su un cappottino color azzurro polvere, poi su un paio di scarpe con tacco e cinturino della stilista Susana Madrid, con la quale scambiamo qualche informazione. Più in là meravigliose borse a forma di scrigno della stilista Virginia Severini catturano l’attenzione, facendo riaffiorare quella “civetteria” femminile in ciascuna di noi spesso sopita che sembra sussurare “quanto sarebbe bello possedere un oggetto così?”.

E dopo aver curiosato e parlato con i vari designer presenti nell’ampio ambiente di show case, ecco arrivato il tanto atteso momento di entrare nella sala che ospiterà la sfilata. Mi guardo intorno divertita e incuriosita dagli ospiti così eleganti e talvolta stravaganti, e la mia emozione cresce man mano che prendiamo posto per assistere all’International Couture Fashion Show.

Osservo i vertici del Giornale, Alessandra e David, salutare tanti colleghi e quando finalmente si spengono le luci sento il cuore battere più forte. Vedo comparire le indossatrici dal fondo della passerella, indossando, una alla volta, i modelli della stilista Natasha Pavluchenko, ispirati alla bellezza della Vergine di Anglona. È la volta poi della stilista made in Italy A’ bidikkia che sceglie di presentare capi che avvolgono e disegnano la siluette femminile con colori decisi come il rosso, il viola e il verde.

Lo stilista libanese Missaki incanta con la sua collezione ispirata alle odalische greche, dove tra colori pastello e il nero padroneggiano ricami e lustrini e inneggia alla raffinatezza.
Raffinatezza ed eleganza che spicca anche nelle splendide parure di gioielli placcate in oro 24 carati dello stilista Barrocqo, la cui idea del bello si avvicina a Dio.
Con mio grande stupore e immensa gioia la sfilata si conclude con gli abiti da sposa di Marcela De Cala con la sua collezione Vieira, ovvero nuovo cammino, capi perfetti per una sposa che vuole brillare nel giorno del proprio matrimonio. Adoro gli abiti da sposa e devo dire che questi abiti incarnano perfettamente i miei gusti.

Un tripudio di brillantini e swarovski combinati in splendidi e preziosi ricami che in alcuni capi formano addirittura dei coralli. Altro elemento che conquista in questa collezione, a mio dir strepitosa, è il richiamo al mare: la leggerezza del tulle somiglia alla spuma delle onde, le gonne ampie richiamano la forma delle conchiglie, il tutto combinato in un mix di leggerezza, femminilità ed eleganza che accompagnerà e renderà protagonista ogni sposa nel suo giorno più importante.
In attesa di partecipare al prossimo evento di moda, ringrazio chi mi ha permesso di vivere questa meravigliosa esperienza, augurandomi che quest’ articolo scritto in maniera soggettiva e semplice, sia riuscito in qualche modo a far sognare anche voi lettori.

Simona Minora

By | 2020-02-08T11:22:58+00:00 Febbraio 8th, 2020|Latest Articles|

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