L’arte capace di scolpire la bellezza senza tempo, l’emozione che colma i sensi, l’amore più sensuale che prende corpo, la testimonianza della grandezza degli uomini che hanno fatto la storia, la forza dirompente sprigionata dalle creazioni che hanno insegnato al mondo il significato assoluto dell’armonia e dell’eleganza della scultura, “Amore e Psiche” assurti ad emblema di questa leggendaria creatività. Si parla di Antonio Canova, si vede il genio di Antonio Canova, nella mostra inaugurata il 9 ottobre e aperta fino al 15 marzo 2020 presso Palazzo Braschi, capolavoro di rara bellezza rinascimentale immerso nel cuore della capitale, che diventa la sede prescelta per una mostra straordinaria che raccoglie 170 opere dello scultore veneto innamorato di Roma, 13 sezioni dedicate al genio artistico e al rapporto dell’uomo col suo tempo, le fotografie di Mimmo Jodice dei maestosi marmi neoclassici che fanno più bella la città eterna.
Percorrere la sala espositiva lascia senza fiato: si incontrano Paride, Paolina Borghese, Ercole ed Euridice, si leggono i suoi quaderni di viaggio, si ammirano i suoi bozzetti, modellini e gessi realizzati in grande formato per i monumenti funerari di Clemente XIV e di Clemente XIII, poi per il Monumento agli ultimi Stuart; spicca tra essi, per la grande qualità esecutiva, il marmo del Genio funerario Rezzonico, concesso in prestito dall’Ermitage di San Pietroburgo, e il modellino del Monumento Stuart della Gypsotheca di Possagno, paese natale dello scultore. Amore e Psiche giacente, i due amanti custoditi al Louvre di Parigi, si proiettano nel futuro grazie alla scansione 3D realizzata da un robot a partire dal modellino di gesso originale preparato dallo scultore. Ad accompagnare l’installazione è un documentario sulla realizzazione dell’opera e il videoracconto della fiaba di Amore e Psiche di Apuleio sui testi di Giuliano Pisani, con la voce di Adriano Giannini e la musica originale del violoncellista Giovanni Sollima. L’installazione ideata da Magister e realizzata in collaborazione con Robotor apre una nuova frontiera nella riproducibilità delle opere d’arte per mezzo della tecnologia,  mentre i tesori scolpiti e custoditi nei musei capitolini e nei musei vaticani, l’Apollo del Belvedere e il Gladiatore Borghese, sfidano la bellezza della perfezione di Perseo trionfante  e del Pugilatore Creugante.
«Ciò che mi rende più impaziente è vedere l’effetto che l’opera produrrà sulle anime del pubblico» e chissà se da qualche angolo dell’Olimpo degli dei dell’Arte con la a maiuscola, il Fidia italiano non si stia godendo anche lui lo spettacolo di tutto il bello e il prezioso che le sue mani hanno realizzato.

By | 2019-10-10T10:46:47+00:00 Ottobre 10th, 2019|Eventi, Prossimi eventi|

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