PEDRO ALONSO: LA CASA DI CARTA SONO IO!

“L’ho ucciso e me ne pento”: il mea culpa di Alex Pina, il creatore de “La Casa di Carta”. È un evento raro come vedere un asino che vola. Nel mondo del cinema nessuno chiede scusa, si cercano sempre scuse fantasiose e improbabili scaricabarile. La morte di Berlino, invece, alla fine della seconda stagione del cult seriale spagnolo ha davvero destabilizzato tutti, in una maniera che nessuno avrebbe mai potuto prevedere. Le maschere di Dalì e le tute rosse, simbolo della rapina del secolo organizzata nel telefilm dal Professore, si sono trasformate in segni distintivi di ribellione contro le oppressioni e sono state usate in varie manifestazioni ai quattro angoli della terra per rivendicare uguaglianza e diritti. Non è più finzione e il “lutto” per la perdita del personaggio ha portato la produzione a fare salti mortali per reinserirlo nelle vicende con alcuni flashback. E c’è chi spera ancora che questo sociopatico letale sia nascosto da qualche parte, pronto a fare capolino in tempi bui. L’attore che lo interpreta, Pedro Alonso, sorride sornione e non si sbilancia.

Pedro Alonso,i fan non hanno accettato la morte di Berlino. Lei come ha reagito quando ha letto il copione?

«Ci sono rimasto male, pensavo che Berlino avesse ancora tanto da dire»

EVVIVA BERLINO

Pedro Gonzale Alonso, classe ’71, è un attore e pittore spagnolo. Diplomato alla Royal School of Dramatic Arts, ha debuttato in teatro, dove poi ha formato una sua compagnia, il Gruppo Dom. Dopo moltissime partecipazioni a film e serie tv (tra cui “L’ambasciata” e “Grand Hotel”), il successo planetario arriva con la serie Netflix “La Casa di Carta” dove interpreta Berlino, uno dei rapinatori della banda del Professore. Sulla piattaforma streaming è appena arrivato con il film “Il silenzio della palude”. È stato presidente di giuria della scorsa edizione del Festival della TV di Montecarlo.

PEDRO ALONSO:LA CASA DI CARTA SONO IO!

“L’ho ucciso e me ne pento”: il mea culpa di Alex Pina, il creatore de “La Casa di Carta”. È un evento raro come vedere un asino che vola. Nel mondo del cinema nessuno chiede scusa, si cercano sempre scuse fantasiose e improbabili scaricabarile. La morte di Berlino, invece, alla fine della seconda stagione del cult seriale spagnolo ha davvero destabilizzato tutti, in una maniera che nessuno avrebbe mai potuto prevedere. Le maschere di Dalì e le tute rosse, simbolo della rapina del secolo organizzata nel telefilm dal Professore, si sono trasformate in segni distintivi di ribellione contro le oppressioni e sono state usate in varie manifestazioni ai quattro angoli della terra per rivendicare uguaglianza e diritti. Non è più finzione e il “lutto” per la perdita del personaggio ha portato la produzione a fare salti mortali per reinserirlo nelle vicende con alcuni flashback. E c’è chi spera ancora che questo sociopatico letale sia nascosto da qualche parte, pronto a fare capolino in tempi bui. L’attore che lo interpreta, Pedro Alonso, sorride sornione e non si sbilancia.

Pedro Alonso,i fan non hanno accettato la morte di Berlino. Lei come ha reagito quando ha letto il copione?

«Ci sono rimasto male, pensavo che Berlino avesse ancora tanto da dire»